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MAG
30
Cimitero delle fontanelle
Il ricordo "inciso" nel tufo
Cimitero delle fontanelle

Posted by Staff Wikineapolis.com
Il cimitero delle fontanelle può essere considerato uno dei luoghi più misteriosi della città di Napoli.
Esso si trova nel quartiere Sanità che è uno dei rioni del centro storico.
L’antico ossario si sviluppa per circa 3.000 mq, e la cavità è stimata attorno ai 30.000 mc.
Il nome delle Fontanelle deriva dalla presenza di abbondanti sorgenti e fonti d’acqua in questa parte delle città, in una stagione in cui era rara l’acqua a Napoli.
Inquadramento storico-archeologico
Già dal ‘600 le cave di tufo della zona erano utilizzate come ossari per tutte quelle persone più povere che non potevano permettersi una degna sepoltura.
Ma il cimitero in questione diventa tale quando nel 1656 la peste dilagò a Napoli,decimò la popolazione e quindi era necessario trovare nuovi campisanti.
Successivamente nel 1837, con l’arrivo dei francesi di Murat, un’ordinanza bandì gli ossari in parrocchie e chiese cittadine e quindi ulteriori spoglie mortali furono deposte nelle grotte tufacee della Sanità.
Da quel momento la sistemazione delle ossa fu curata con più attenzione dai napoletani:si assiste alla costruzione di edicole,scrigni, teche(in marmo per i più ricchi e in legno o in latta per i più poveri) e altari; inoltre nasce l’usanza di adottare un teschio, il quale veniva arricchito con fiori, preghiere, fotografie e ringraziamenti nella speranza dell’espiazione dei peccati. Alla fine degli anni ’60 l’ossario fu fatto chiudere dal cardinale di Napoli dell'epoca, Corrado Ursi, a causa dei caratteri feticisti che il culto delle Anime pezzentelle andava diffondendo. Trascurato per parecchi anni, fu chiuso al pubblico e successivamente riassettato dopo il 2002 e dal 2006 è di nuovo aperto al pubblico.
Descrizione
Il culto delle anime del cimitero delle fontanelle è una pratica molto misteriosa.
Parecchie ossa (di ignoti) erano ammucchiate nelle caverne lontano dal suolo consacrato e proprio per questo motivo erano conosciute dalle persone della città come le presunte ”anime pezzentelle” abbandonate da tutti. Un punto di incontro tra il mondo terreno e quello ultraterreno, tra mondo dei vivi e quello dei morti, sorgente di speranza per i poveri. Oltretutto al camposanto delle fontanelle era diffuso un comportamento rituale riguardante la cura del teschio (al quale spesso era associato un nome, una storia, un ruolo): il cranio veniva pulito e lucidato, lo si poggiava su dei fazzoletti ricamati adornato con lumini e dei fiori. Il primo passo del cerimoniale era quello del fazzoletto che segnava l’adozione da parte di un devoto ad una particolare anima.Il secondo passo era quello del rosario, che veniva messo al “collo” del teschio; successivamente il fazzoletto veniva sostituito con un cuscino, decorato con ricami e merletti. I fedeli mostravano la propria preferenza scegliendo chi pregare e a chi offrire i lumini nelle loro visite che se regolari e costanti garantivano l’apparizione in sogno del morto al quale venivano chieste grazie o dei numeri da giocare al lotto. Se le grazie venivano concesse il teschio veniva riverito con un tipo di sepoltura più degno: una scatola, una cassetta, una sorta di “santuario portatile”, secondo le possibilità dell'adottante. Ma se i numeri non uscivano o se le richieste non erano esaudite il teschio veniva abbandonato e sostituito con un altro.
Tutti i tipi di segni che provenivano dalle anime potevano essere utili: se per esempio un teschio non sudava, cioè che non accumulava condensa da umidità, designava la sofferenza dell’anima abbandonata e cattivo segno premonitore. In questo caso si chiedeva soccorso a Gesù e alla Madonna.
Durante gli anni della seconda guerra mondiale e del primo dopoguerra il culto fu molto praticato in quanto il conflitto aveva diviso famiglie, provocato morti, sventure e miseria. Non potendo aspettarsi aiuto dai vivi, il popolo lo chiedeva ai morti, e l'evocazione delle anime purganti diventa speranza di felicità.





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