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Mausoleo Funerario del Polo Artigianale di Pianura
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INQUADRAMENTO STORICO-ARCHEOLOGICO: Pianura è un quartiere della città di Napoli che si adagia su una conca vulcanica delimitata a nord-est dalla collina dei Camaldoli ,a sud dalla conca degli Astroni,ad ovest dalla piana di Quarto e a sud-est da quella di Soccavo. Il suo territorio già in età tardo antica era attraversato da una serie di vie di transito che mettevano in comunicazione le colonie greche di Cuma,Capua e Liternum, per cui sono numerosi gli insediamenti ed i siti archeologici presenti sul territorio, molti dei quali andati perduti durante gli innumerevoli scavi, demolizioni e nuove costruzioni che hanno sventrato il quartiere. A Pianura quindi confluivano una serie di strade e l’attuale via Montagna Spaccata costituiva un importante asse viario che attraversava da nord a sud l’intero territorio di pianura . Con la caduta dell’impero romano il territorio di Pianura fu a lungo contesto tra il Ducato di Napoli e i Ducati Longobardi di Capua e Benevento.Il nome attuale “Pianura” Compare per la prima volta in un documento del 786 quando il principe di Salerno Arechi II donò questo territorio alla chiesa napoletana di San Gennaro extramoenia. IL MAUSOLEO: Il mausoleo funerario del Polo Artigianale di Pianura è una struttura romana del II secolo d.C., destinato ad ospitare resti di defunti. Dell'edificio originario sono rimasti solo il nucleo centrale e tracce del piano superiore. Il mausoleo funerario doveva costituire il luogo di sepoltura per gli abitanti di un sistema agricolo, ancora non venuto in luce,che sorgeva sicuramente alla vicinanze di Via Montagna Spaccata.Tra l’altro lungo tale via venne ritrovato nel corso degli anni un cippo con iscrizione ,con una dedica al dio Silvano a cui doveva essere dedicato un saccello. I RITI FUNERARI: La morte ed il seppellimento dei defunti erano riti complessi.Il cadavere veniva lavato e cosparso di unguenti,vestito con gli abiti di parata ed esposto nell’atrio della casa con una moneta al di sotto della lingua quale mercede destinata a Caronte.Il cadavere veniva quindi cremato e sepolto secondo un rituale preceduto da un solenne funerale. I funerali dei poveri e dei bambini,però,erano sbrigativi e si facevano di notte ;di giorno invece si svolgevano con grande pompa quelli dei personaggi di grandi famiglie. Il corteo funebre preceduto da suonatori di tibia ,avanzava al suono di flauti di corni e di tubae;seguivano i portatori di fiaccole e di praeficae (donne prezzolate che levavano altissime grida di dolore).Spesso partecipavano anche dei mimi che erano soliti danzare e lanciare dei lazzi canzonando il defunto. Il feretro era preceduto dalla “processione degli antenati” costituita dai familiari che portavano sul volto le maschere degli antenati che avevano rivestito importanti uffici pubblici :tali maschere erano custodite in genere negli atri delle case in apposite edicole.In età repubblicana e nei primi secoli dell’impero il rito più diffuso era quello dell’incinerazione:le ossa bruciate venivano raccolte,lavate con vino,unte con profumi e deposte infine in un’urna ,collocata a sua volta in un colombario o in un monumento dedicato al defunto .Il rito dell’inumazione (cioè della sepoltura del cadavere) era riservato all’inizio ai poveri e agli schiavi ma successivamente si diffuse sempre di più nell’età imperiale e si impose infine con il Cristianesimo.
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